
Vi riporto questo articolo molto interessante e ben fatto, l’autore è Flavio Vanetti , del Corriere.
Dossier pubblici in Francia e Gran Bretagna. «Restano i misteri». Ancora avvistamenti
In Galles, qualche giorno fa, l’ultima puntata di una storia infinita: tre elicotteristi hanno dichiarato di aver avvistato un oggetto strano, che emanava forti luci, e di aver provato a seguirlo. Non ci sono riusciti perché ad un certo punto, puf, tutto è sparito. La solita vicenda di Ufo, con il consueto epilogo che porta a dire che siamo di fronte a episodi e a testimonianze inattendibili? Forse sì, ma forse no, perché queste tre persone hanno garantito di non aver preso abbagli, di essere lucide, sobrie e perfettamente in sé. Del resto, se non fossero nelle condizioni psicofisiche per volare, nessuno le metterebbe su un elicottero. Tre militari e per di più operativi, dunque, ovvero gente costretta a controlli metodici e regolari: la loro vicenda, come minimo, deve essere pesata con più attenzione rispetto a quella di persone più facilmente suggestionabili, perché è vero che i cialtroni, in buona o in cattiva fede, non sono mai mancati nella casistica degli oggetti volanti non identificati. Però non è mai mancato nemmeno il mistero. Più o meno denso, più o meno decifrabile. E comunque, sempre affascinante.
Ufo e ufologia sono di nuovo prepotentemente d’attualità, ammesso che siano mai passati di moda. Prima dei fatti nel Galles, ci sono stati il ritorno di avvistamenti a Phoenix (storica terra d’elezione per dischi volanti e cotillons) e le ore di tensione a bordo dello Shuttle Discovery, quando una luce si è messa a «pedinare » la navicella (la Nasa ha poi tranquillizzato gli astronauti: si trattava di un pezzo di isolante perso dallo stesso veicolo spaziale). Infine, soprattutto, ci sono i passi compiuti dai governi, che sempre più di frequente declassificano gli X-files relativi alla materia: in questo mese di giugno è stata la volta della Gran Bretagna, ma nel solo 2008 avevano già aperto gli archivi la Francia e l’Ecuador.
fonte: Il Corriere.it
Gli scienziati li cercano sulle stelle
Il Giappone riunisce i suoi migliori cervelli con una sola missione: scovare gli alieni nello spazio. Non è la trama dell’ultimo manga nipponico, ma un progetto realmente avviato dal Paese del Sol Levante.I maggiori osservatori astronomici della nazione saranno chiamati dunque a studiare una delle stelle potenzialmente abitata dagli extraterrestri. Il gruppo di studio sarà formato da più di 10 scienziati, che dovranno filmare l’astro più volte nel corso dell’anno prossimo. Dovranno poi analizzarne la luce e registrarne i segnali radio.”Quando si captano segnali sospetti, a volte è difficile capire se siano artificiali e vengano dalla terra oppure arrivino dalle stelle”, ha detto Shinya Narusawa, responsabile della ricerca all’Osservatorio Astronomico Nishi-Harima, nel Giappone occidentale.
Narusawa ha poi motivato la scelta di effettuare il monitoraggio da diverse zone del Giappone: “Con punti di osservazione diversi – ha spiegato – sarà più facile controllare se i segnali arrivano dallo spazio o meno”.
fonte: Tgcom
Governo mette online “X files”
La Gran Bretagna ha incominciato a rendere di dominio pubblico gli “X files” sugli avvistamenti di Ufo che nel massimo segreto ha accumulato nel corso degli ultimi decenni. Gli Archivi nazionali di Londra hanno messo online sul sito www.nationalarchives.gov.uk/ufos un primo gruppo di documenti del ministero della Difesa su incidenti con “oggetti non identificati” nel periodo dal 1978 al 1987.
Una valanga di altri incartamenti sarà messa progressivamente in rete, sulla base di un programma quadriennale. La casistica è infinita: piloti di aereo che danno l’allarme perché “inseguiti da dischi volanti”, gente che in notti buie e tempestose assiste allo sbarco di extraterrestri e finisce rapita sulle. Negli ultimi trent’anni gli esperti britannici hanno indagato su circa settemila casi di contatti con Ufo e hanno quindi generato una montagna di “X files”. Uno dei primi documenti appena messi online – contrassegnato dalla sigla “Defe 24/1925″ – riguarda un tale che racconta di essere stato in “contatto fisico e psichico” con gli omini verdi dall’infanzia, di averne visitato due basi all’interno dell’Inghilterra e di aver stretto un caloroso rapporto di amicizia con l’extra-terrestre Algar, ucciso nel 1984 da una razza rivale di alieni.
Il ministero britannico della Difesa ha deciso l’apertura dell’archivio segreto con il dichiarato obiettivo di far fronte a un “labirinto di voci e congetture distorte” sulle informazioni raccolte dal governo inglese a proposito del fenomeno Ufo. Si punta a dissipare il sospetto, alimentato proprio dai telefilm tipo “X-Files”, che i governi di mezzo mondo siano coinvolti in una colossale e cinica opera di occultamento ai danni dei cittadini sulla incombente, minacciosa presenza degli alieni. A quanto pare gli accertamenti sugli Ufo (in Gran Bretagna competenza di un ufficio di intelligence agganciato al ministero della Difesa, chiamato Di55, mentre in Usa se ne occupa l’Fbi) furono portati scrupolosamente avanti non tanto per trovare conferme o smentite all’esistenza di forme di vita extra-terrestri ma nel timore che i misteriosi oggetti non identificati nascondessero avveniristiche operazioni di spionaggio da parte dell’Urss e di altri Paesi nemici.
fonte: TGcom

CITTA’ DEL VATICANO – “E’ possibile credere in Dio e negli extraterrestri” e “si può ammettere l’esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell’incarnazione e nella redenzione”. Lo afferma il direttore della Specola Vaticana, padre Josè Gabriel Funes, in una intervista all’0sservatore romano.
Anche se “molti astronomi non perdono occasione per fare pubblica professione di ateismo”, rimarca Funes nell’intervista, “è un po’ un mito ritenere che l’astronomia favorisca una visione atea del mondo. Mi sembra – aggiunge – che proprio chi lavora alla Specola offra la testimonianza migliore di come sia possibile credere in Dio e fare scienza in modo serio”.
“Come esiste una molteplicità di creature sulla terra, – afferma padre Funes – così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio. Per dirla con San Francesco, se consideriamo le creature terrene come ‘fratello’ e ‘sorella’, perché non potremmo parlare anche di un ‘fratello extraterrestre’? Farebbe parte comunque della creazione”.
A proposito dei problemi che altri mondi porrebbero al concetto di redenzione, l’astronomo osserva che “se anche esistessero altri esseri intelligenti, non è detto che essi debbano aver bisogno della redenzione. Potrebbero essere rimasti nell’amicizia piena con il loro Creatore”. E se questi extraterrestri fossero peccatori? “Gesù – osserva il gesuita – si è incarnato una volta per tutte. L’incarnazione è un evento unico e irripetibile. Comunque sono sicuro che anche loro, in qualche modo, avrebbero la possibilità di godere della misericordia di Dio, così come è stato per noi uomini”.
fonte: la repubblica
