- 26
- ott
Scrivo questo articolo di getto dopo aver visto l’ultimo speciale di Misteri, andato in onda ieri il 26/10/2009 su Italia1. Non amo criticare, ma penso che alcune precisazioni siano doverose se non altro per rispetto a tutti quei ricercatori seri che hanno dato la propria vita per lo studio dell’ufologia e che ogni giorno lottano per far sì che questo sia qualcosa di serio e non un semplice spettacolo.
La prima precisazione che vorrei fare riguarda l’archivio del Ministero della Difesa britannico con i files sugli UFO. Non era niente di esclusivo e non occorreva volare in Inghilterra. Come avevamo già detto noi in un articolo dell’ 8 ottobre del 2009, questi archivi sono disponibili a tutti già da diverso tempo. Così come avevamo fatto noi, la notizia era già stata divulgata anche da altri organi come il CUN. Ho detto che non occorreva volare in Inghilterra perchè gli archivi sono stati messi online in formato PDF dagli Archivi Nazionali di Londra, non occorrono quindi guanti bianchi, ma un semplice PC e una connessione ad internet per poterli scaricare e visionare. Penso che sarebbe stato opportuno dare durante la trasmissione il link, ma forse l’hanno fatto e mi è sfuggito.
L’altra precisazione riguarda l’Apollo 20, indubbiamente argomento interessante, ma secondo me è stato spacciato per vero o per dubbio un filmato palesemente falso. Mi riferisco alla sequenza di immagini dove si vede la presunta astronave sulla Luna, il “ricercatore indipendente” fa notare la presenza di una molla a sostenere ‘”l’astronave” e da la sua spiegazione, quello che viene omesso è che qualche fotogramma prima si vede che è stata usata una falsa maschera per rendere l’immagine circolare, dall’angolo in alto a destra si vede brevemente lo spostamento di questa rivelando il trucco.
Voi cosa ne pensate?
Quando certe affermazioni a farle sono ex astronauti, non possono passare inosservate. Dopo quelle di Edgar Mitchell fanno seguito le nuove dichiarazioni di Buzz Aldrin, ex astronauta statunitense nonchè secondo uomo a mettere piede sulla Luna. L’astronauta in un’ intervista televisiva rilasciata a CSPAN’s Washington Journal ha dichiarato che esiste un misterioso “monolite” su una luna di Marte, Phobos. La particolare struttura dell’oggetto non può non farci chiedere: “Chi lo ha messo li? L’universo? Oppure Dio?”. Oltre quindi a Marte anche Phobos sembra nascondere misteri.
Sotto il video dell’intervista:
Msn news, ha dato oggi ampio spazio all’ufologia pubblicando alcune fra le più interessanti foto degli ultimi anni. A quanto pare il 2008 è stato un anno di grandi avvistamenti con circa 200 segnalazioni solo in Gran Bretagna, inoltre di recente sono state pubblicate nuove immagini dall’archivio nazionale britannico. Fra le immagini più interessanti pubblicate c’è quella fatta da due piloti della Mexican Air Force nel 2004 (vedi sotto).
Nell’articolo si fa riferimento al fatto che anche gli astronauti, nello spazio, hanno avuto modo di fare strani incontri. L’archivio della Nasa è pieno di immagini “insolite” di cui alcune scattate durane le missioni lunari.
Per ulteriori informazioni potete leggere l’articolo completo cliccando qui.
Una conferenza di questi giorni a Washington sulle attivita’ ‘ancora segrete’ degli extra-terrestri ha chiesto ‘trasparenza’ a Obama.Oltre 400 esperti in ‘Ufologia’ hanno preso parte alla conferenza. Paladino piu’ autorevole e noto negli Usa della crociata per aprire gli archivi che nascondono le prove dei ‘contatti ravvicinati’ avvenuti in passato con gli alieni e’ l’astronauta Edgar Mitchell, sbarcato sulla Luna con l’Apollo 14, convinto del fatto che ‘non siamo soli nello Spazio’. (fonte ANSA news del 21.04.2009)
- 22
- apr
USA: Ex Astronauta accusa governo, ”Nasconde la verità sugli UFO”
(ASCA) – Roma, 21 apr – Gli extraterrestri esistono, ma Stati Uniti e governi di altri paesi tengono nascosta la verita’.
Parola dell’ex astronauta americano Edgar Mitchell, che partecipo’ alla missione lunare Apollo 14 del 1971, che ne ha parlato alla quinta edizione della X-Conference, un meeting organizzato dagli appassionati di Ufo e da ricercatori che studiano la possibilita’ di esistenza di forme di vita aliene.
”Non siamo soli nell’universo”, ha detto Mitchell, secondo quanto riporta un servizio della Cnn. ”Il nostro destino, secondo la mia opinione, e’ quello di diventare parte di una comunita’ planetaria. Dovremmo prepararci ad andare oltre il nostro pianeta e oltre il nostri sistema solare per scoprire cosa c’e’
davvero la’ fuori”. Mitchell e’ cresciuto a Roswell, nel New Mexico, luogo dove secondo la leggenda si sarebbe schiantato un Ufo nel 1947. I residenti della zona, secondo quanto ha raccontato oggi l’ex astronauta, furono costretti al silenzio ”dalle autorita’ militari” che li minacciarono di ”gravi conseguenze” se avessero parlato. Ma i cittadini, ha aggiunto Mitchell, non volevano portarsi il segreto nella tomba. ”Volevano dirlo a qualcuno di affidabile e lo hanno detto a me, che ero uno della zona ed ero stato sulla luna”. Dieci anni fa, ha rivelato ancora Mitchell, l’ex astronauta fu ricevuto al Pentagono per discutere della vicenda ed un ammiraglio gli confermo’ la storia, promettendogli che la verita’ sarebbe stata presto rivelata all’opinione pubblica. Lo stesso ufficiale, ha detto ancora Mitchell, adesso invece nega. ”Consiglio a coloro che hanno dei dubbi di leggere libri e tutto quello che si e’ scritto per cercare di capire cosa e’ veramente successo. Perche’ non c’e’ dubbio che noi siamo stati visitati dagli extraterrestri”. Un portavoce della Nasa, Michael Cabbage, ha seccamente smentito ogni copertura. ”La Nasa non cerca gli Ufo, la Nasa non e’ coinvolta in nessuna copertura a proprosito della vita aliena su questo pianeta, ne’ altrove, in nessun periodo storico”. La storia di Roswell risale al 3 luglio del 1947, quando il proprietario di un ranch trovo’ sui suoi terreni dei resti metallici. L’aeronatica militare statunitense parlo’ prima di un incidente che aveva coinvolto un ”disco volate” e poi modifico’ la sua versione riferendo che il misterioso oggetto caduto a Roswell era un pallone sonda che svolgeva rilevamenti sulla situazione meteorologica. Dopo questo episodio, le autorita’ americane cominciarono a smentire duramente ogni notizia di avvistamento di Ufo, atteggiamento che gli ufologi ritengono dettato dalla necessita’ di nascondere la verita’. uda/mcc/bra http://edition.cnn.com/2009/TECH/04/20/ufo.conference/ (fonte CNN- ASCA news del 21.04.2009)
Se un giorno, un famoso astronauta, uno di quelli andati sulla luna dicesse ufficialmente che durante un volo spaziale erano scortati da un oggetto a forma di anello di natura non terrestre credereste agli UFO? Credereste che ci sono oggetti che si muovno nella nostra atmosfera di cui ignoriamo la natura e la provenienza? Beh, se lo dicesse un astronauta io ci crederei. Leggete allora questo articolo, io ho riportato solo una fonte, ma è stato riportato da tutte le più grandi testate giornalistiche MONDIALI:

Misteri dello spazio a 37 anni dallo sbarco sulla luna l’equipaggio dell’Apollo 11 rivela dettagli sorprendenti.
«Eravamo sulla Luna scortati da un Ufo»
di Vittorio Sabadin
Trentasette anni fa, esattamente in questi giorni, milioni di persone in tutto il mondo affollavano i bar per seguire da preistoriche tv in bianco e nero l’avventura dell’Apollo 11, la capsula che avrebbe portato l’uomo sulla Luna. Coperte dalle voci dei commentatori, si udivano sullo sfondo le incomprensibili comunicazioni tra la base di Houston e i tre astronauti nella navicella: Neil Armstrong, Edward «Buzz» Aldrin e Michael Collins. Due frasi, scambiate il 19 luglio, poco prima dello sbarco, erano sembrate a tutti i tecnici che seguivano la missione una normale richiesta di informazioni, ma nascondevano un segreto che Aldrin ha rivelato solo adesso: l’Apollo 11 non era solo nello spazio.
L’equipaggio chiese alla base dove si trovasse rispetto a loro l’S-IVB, il terzo modulo del razzo che li aveva spinti verso la Luna. Dopo qualche minuto, Houston rispose che si trovava a 6000 miglia nautiche, circa 11 mila chilometri. «Non poteva dunque essere quello – ha rivelato Aldrin – il grande oggetto che vedevamo dall’oblò ad una certa distanza da noi. Era a forma di anello e si muoveva ad ellissi. Collins decise di guardarlo meglio con un cannocchiale, non era sicuramente il nostro razzo».
I tre astronauti decisero di non comunicare altro alla base, e di parlarne solo al loro ritorno in un briefing riservato. «Che cosa potevamo fare? – ha spiegato Aldrin -. Dovevamo metterci a gridare “ragazzi, c’è qualcosa che si muove qui di fianco, avete idea di che cosa possa essere?” Molta gente ascoltava le comunicazioni tra noi e Houston, gente di tutti i tipi. Temevamo che qualcuno potesse chiedere di annullare la missione, a causa di una minaccia aliena o per qualunque altra stupida ragione. Così decidemmo solo di informarci per precauzione su dove si trovasse l’S-IVB».
Tornati sulla Terra, accolti dal presidente americano Richard Nixon a bordo della portaerei Hornet, gli astronauti raccontarono le fasi dell’avvistamento ai responsabili della missione. La Nasa decise di non renderle pubbliche. Il dottor David Baker, all’epoca Senior Scientist dell’Apollo 11, ha spiegato che l’Agenzia spaziale americana, temendo il ridicolo, aveva vincolato l’equipaggio al segreto. «Molti tecnici della Nasa si sono convinti che gli Ufo esistono – ha detto Baker – e questo ha spinto ancora di più l’agenzia ad una politica di segretezza. Nessuno riuscì a scoprire che cosa fosse l’oggetto che quelli dell’Apollo 11 avevano visto, ma è certo che questi avvistamenti non erano rari fino dai tempi dei primi viaggi in orbita: molti equipaggi avevano incontrato oggetti strani».
Anche se il nome di Neil Armstrong è rimasto nella memoria di tutti come quello dell’eroe della missione, il primo uomo a mettere piede sulla Luna, in realtà il vero protagonista di Apollo 11 fu Edwin Buzz Aldrin, colonnello dell’aviazione americana, discendente da una famiglia svedese di fabbri e predestinato ai voli sul nostro satellite dal cognome della madre: Moon. Ci sono pochissime foto di Armstrong sulla Luna, ma ce ne sono moltissime di Aldrin, che molti appassionati dei misteri lunari accusano adesso di non avere raccontato tutta la verità. Basta fare una ricerca sul web con Google o Yahoo per rendersi conto di quante persone nel mondo siano convinte che, anche dopo l’allunaggio, «c’era qualcosa di strano là fuori».
La convinzione nasce da presunte intercettazioni delle comunicazioni fra gli astronauti e la Nasa, fatta da radioamatori a terra. Sceso sul suolo lunare, Armstrong affermò di vedere una intensa luce che proveniva da un cratere. La comunicazione si sarebbe interrotta bruscamente, ma non per le decine di persone che la intercettavano da casa. «Che cosa sono? Che cosa sono? Potete dirci che cosa sono? – avrebbero continuato Armstrong e Aldrin -. Oh Dio, non ci credereste. Siamo qui, stiamo tutti bene, ma abbiamo dei visitors. Vi dico che ci sono altre navi spaziali qui e sono tutte allineate al bordo del cratere».
Di questa flotta galattica non c’è traccia nelle foto e nei filmati che la Nasa ha reso pubblici. Qualcosa dovrebbe potersi vedere negli altri documenti video, custoditi nei National Archives, ma – giusto perché il mistero degli Ufo lunari possa continuare ad affascinarci senza essere smentito -, dei 700 nastri della missione ne sono misteriosamente spariti 698 e l’unica macchina rimasta in grado di trasmetterli non esiste più: era conservata al Goddard Space Flight Center’s Data Evaluation Lab, chiuso e smantellato per mancanza di fondi.
fonte: lastampa.it









