
Ennesimo avvistamento di un oggetto volante non identificato in Russia immortalato su videocamera. Questa volta e’ successo a Togliatti, dove un abitante del quartiere “Komsomolez” della citta’ intitolata al leader storico dei comunisti italiani, ha ripreso con la sua videocamera il volo un disco volante. La pellicola e’ poi stata indirizzata all’emittente televisiva locale “Lada TV” che il 13 aprile scorso l’ha mandata in onda sui propri schermi. La possibilita’ relativa alla comparsa di extraterrestri nei cieli di Togliatti e’ stata commentata dalla direttrice della commissione ufologica cittadina, Tatiana Makarova: “Dopo aver osservato le riprese, non sono in grado di dichiarare che si e’ trattato effettivamente di un disco volante, dal momento che i movimenti del misterioso oggetto non rispecchiavano quelli caratteristici degli UFO. Adesso la pellicola verra’ attentamente studiata dalla commissione ufologica cittadina per essere poi spedita all’attenzione del centro ufologico di Mosca”. Ricordiamo che la regione di Samara, ed in particolare la citta’ di Togliatti, rappresenta una delle regioni russe a piu’ alta intensita’ di avvistamenti di oggetti volanti. Secondo dati diffusi dalla commissione ufologica cittadina, a partire dal 1990 nella citta’ e nei suoi dintorni sono stati infatti registrati piu’ di 1000 avvistamenti di UFO.
Fonte:Pravda.ru
(ASCA) – Roma, 21 apr – Gli extraterrestri esistono, ma Stati Uniti e governi di altri paesi tengono nascosta la verita’.
Parola dell’ex astronauta americano Edgar Mitchell, che partecipo’ alla missione lunare Apollo 14 del 1971, che ne ha parlato alla quinta edizione della X-Conference, un meeting organizzato dagli appassionati di Ufo e da ricercatori che studiano la possibilita’ di esistenza di forme di vita aliene.
”Non siamo soli nell’universo”, ha detto Mitchell, secondo quanto riporta un servizio della Cnn. ”Il nostro destino, secondo la mia opinione, e’ quello di diventare parte di una comunita’ planetaria. Dovremmo prepararci ad andare oltre il nostro pianeta e oltre il nostri sistema solare per scoprire cosa c’e’
davvero la’ fuori”. Mitchell e’ cresciuto a Roswell, nel New Mexico, luogo dove secondo la leggenda si sarebbe schiantato un Ufo nel 1947. I residenti della zona, secondo quanto ha raccontato oggi l’ex astronauta, furono costretti al silenzio ”dalle autorita’ militari” che li minacciarono di ”gravi conseguenze” se avessero parlato. Ma i cittadini, ha aggiunto Mitchell, non volevano portarsi il segreto nella tomba. ”Volevano dirlo a qualcuno di affidabile e lo hanno detto a me, che ero uno della zona ed ero stato sulla luna”. Dieci anni fa, ha rivelato ancora Mitchell, l’ex astronauta fu ricevuto al Pentagono per discutere della vicenda ed un ammiraglio gli confermo’ la storia, promettendogli che la verita’ sarebbe stata presto rivelata all’opinione pubblica. Lo stesso ufficiale, ha detto ancora Mitchell, adesso invece nega. ”Consiglio a coloro che hanno dei dubbi di leggere libri e tutto quello che si e’ scritto per cercare di capire cosa e’ veramente successo. Perche’ non c’e’ dubbio che noi siamo stati visitati dagli extraterrestri”. Un portavoce della Nasa, Michael Cabbage, ha seccamente smentito ogni copertura. ”La Nasa non cerca gli Ufo, la Nasa non e’ coinvolta in nessuna copertura a proprosito della vita aliena su questo pianeta, ne’ altrove, in nessun periodo storico”. La storia di Roswell risale al 3 luglio del 1947, quando il proprietario di un ranch trovo’ sui suoi terreni dei resti metallici. L’aeronatica militare statunitense parlo’ prima di un incidente che aveva coinvolto un ”disco volate” e poi modifico’ la sua versione riferendo che il misterioso oggetto caduto a Roswell era un pallone sonda che svolgeva rilevamenti sulla situazione meteorologica. Dopo questo episodio, le autorita’ americane cominciarono a smentire duramente ogni notizia di avvistamento di Ufo, atteggiamento che gli ufologi ritengono dettato dalla necessita’ di nascondere la verita’. uda/mcc/bra http://edition.cnn.com/2009/TECH/04/20/ufo.conference/ (fonte CNN- ASCA news del 21.04.2009)

Vi riporto questo articolo molto interessante e ben fatto, l’autore è Flavio Vanetti , del Corriere.
Dossier pubblici in Francia e Gran Bretagna. «Restano i misteri». Ancora avvistamenti
In Galles, qualche giorno fa, l’ultima puntata di una storia infinita: tre elicotteristi hanno dichiarato di aver avvistato un oggetto strano, che emanava forti luci, e di aver provato a seguirlo. Non ci sono riusciti perché ad un certo punto, puf, tutto è sparito. La solita vicenda di Ufo, con il consueto epilogo che porta a dire che siamo di fronte a episodi e a testimonianze inattendibili? Forse sì, ma forse no, perché queste tre persone hanno garantito di non aver preso abbagli, di essere lucide, sobrie e perfettamente in sé. Del resto, se non fossero nelle condizioni psicofisiche per volare, nessuno le metterebbe su un elicottero. Tre militari e per di più operativi, dunque, ovvero gente costretta a controlli metodici e regolari: la loro vicenda, come minimo, deve essere pesata con più attenzione rispetto a quella di persone più facilmente suggestionabili, perché è vero che i cialtroni, in buona o in cattiva fede, non sono mai mancati nella casistica degli oggetti volanti non identificati. Però non è mai mancato nemmeno il mistero. Più o meno denso, più o meno decifrabile. E comunque, sempre affascinante.
Ufo e ufologia sono di nuovo prepotentemente d’attualità, ammesso che siano mai passati di moda. Prima dei fatti nel Galles, ci sono stati il ritorno di avvistamenti a Phoenix (storica terra d’elezione per dischi volanti e cotillons) e le ore di tensione a bordo dello Shuttle Discovery, quando una luce si è messa a «pedinare » la navicella (la Nasa ha poi tranquillizzato gli astronauti: si trattava di un pezzo di isolante perso dallo stesso veicolo spaziale). Infine, soprattutto, ci sono i passi compiuti dai governi, che sempre più di frequente declassificano gli X-files relativi alla materia: in questo mese di giugno è stata la volta della Gran Bretagna, ma nel solo 2008 avevano già aperto gli archivi la Francia e l’Ecuador.
fonte: Il Corriere.it
Gli scienziati li cercano sulle stelle
Il Giappone riunisce i suoi migliori cervelli con una sola missione: scovare gli alieni nello spazio. Non è la trama dell’ultimo manga nipponico, ma un progetto realmente avviato dal Paese del Sol Levante.I maggiori osservatori astronomici della nazione saranno chiamati dunque a studiare una delle stelle potenzialmente abitata dagli extraterrestri. Il gruppo di studio sarà formato da più di 10 scienziati, che dovranno filmare l’astro più volte nel corso dell’anno prossimo. Dovranno poi analizzarne la luce e registrarne i segnali radio.”Quando si captano segnali sospetti, a volte è difficile capire se siano artificiali e vengano dalla terra oppure arrivino dalle stelle”, ha detto Shinya Narusawa, responsabile della ricerca all’Osservatorio Astronomico Nishi-Harima, nel Giappone occidentale.
Narusawa ha poi motivato la scelta di effettuare il monitoraggio da diverse zone del Giappone: “Con punti di osservazione diversi – ha spiegato – sarà più facile controllare se i segnali arrivano dallo spazio o meno”.
fonte: Tgcom

