04 giugno 2009. L’uomo non è il solo essere vivente intelligente a popolare l’Universo. Nonostante gli scienziati non abbiamo prove tangibili ed inconfutabili sull’esistenza di altri inquilini cosmici, aumentano le probabilità che lassù, tra le stelle, vi siano sistemi planetari simili al nostro, in grado di ospitare forme di “vita organica”. La conferma indiretta, secondo Phillipp Richter, astrofisico dell’università di Potsdam (Germania) che abbraccia e sostiene le teorie del collega Frank Drake, scienziato statunitense convinto dell’esistenza di migliaia di civiltà intelligenti nella sola Via Lattea, è la stessa conformazione del cosmo e la dinamica che innesca continuamente la nascita di nuovi sistemi planetari simili al nostro.
Nella Via Lattea vi sono migliaia di mondi popolati da specie aliene intelligenti – Richter, specializzato nella ricerca sul gas interstellare, durante un convegno nella cittadina alle porte di Berlino ha spiegato che dopo l’origine del cosmo, il gas era costituito soltanto da idrogeno e parti di elio. Dopo alcuni milioni di anni dal Big Bang si accesero poi i primi soli, che dispersero nello spazio carbonio, idrogeno e altri elementi fondamentali più consistenti. Da questo momento in poi, secondo la teoria dell’astrofisico, nello spazio si formarono dei “giganteschi dischi” al cui interno, proprio come per le prime stelle, si accesero nuove stelle. Tale fenomeno si ripete continuamente: “Solo nella Via Lattea tra le quattro e le diciannove volte all’anno”. All’interno dei “dischi” si ammassano a questo punto gli atomi più pesanti e l’idrogeno non ancora disperso: nascono così i pianeti simili alla Terra, ma anche a Marte e Venere.
“Si calcola che esistano 100 miliardi di galassie, ognuna con 100 miliardi stelle. Molte di queste hanno intorno pianeti. Sono insomma alte le possibilità che ve ne sia uno simile al nostro. È anche possibile che esistano nell’universo altre forme di vita, magari intelligenti”. Lo sostiene José Funes, direttore dell’Osservatorio astronomico del Vaticano, la Specola di Castelgandolfo, in un’intervista a Focus, mensile diretto da Sandro Boeri (in edicola venerdì 20 febbraio) nell’ambito di un dossier dedicato a “quello che si sa di Dio oggi”.
“Se dovessero esistere extraterrestri intelligenti non ci sarebbero contraddizioni (ad esempio con l’unicità della rivelazione: Dio che si fece uomo solo per noi, ndr) – prosegue Funes. Questi esseri sarebbero già fuori dal peccato e in accordo con Dio. L’umanità terrena sarebbe l’evangelica pecorella smarrita che Cristo vuole riportare all’ovile per farla stare con le altre 99 (le civiltà aliene ndr)”. Per Padre Funes “l’universo è finito, anche se non si possono escludere universi paralleli. Quella del Big Bang è secondo noi l’ipotesi più valida finora sulla sua origine. Che tra l’altro si accorda molto bene con la figura di un Dio creatore”.
Fonte – www.affaritaliani.it, 20 febbraio 2009
Ancora una volta le foto che ci arrivano dal pianeta Marte fanno gridare all’Ufo, stavolta però non sarebbe un oggetto vaolante, ma lo scheletro di un alieno. La foto scattata dal famoso ‘rover’ spirit nasconderebbe dietro le apparenze di una roccia i resti di un alieno. Addirittura c’è chi riesce a fare un’analisi approfondita dichiarando che “Lo scheletro è di 15 centimetri con due occhi a 5 centimetri di distanza fra loro. La capacità cranica è approssimativamente di 1400 cc – scrive – si intravede quella che sembra una piccola bocca appuntita, quindi è probabile che questa creatura sia carnivora”. Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni, per quanto mi riguarda credo che sia l’ennesimo abbaglio che porta a screditare lo studio dell’ufologia e di tutti coloro che vi si avvicinano in modo serio e scientifico. Se qualcuno cerca la prova della esistenza degli extraterrestri gli conviene cercare altrove.
Una conferenza di questi giorni a Washington sulle attivita’ ‘ancora segrete’ degli extra-terrestri ha chiesto ‘trasparenza’ a Obama.Oltre 400 esperti in ‘Ufologia’ hanno preso parte alla conferenza. Paladino piu’ autorevole e noto negli Usa della crociata per aprire gli archivi che nascondono le prove dei ‘contatti ravvicinati’ avvenuti in passato con gli alieni e’ l’astronauta Edgar Mitchell, sbarcato sulla Luna con l’Apollo 14, convinto del fatto che ‘non siamo soli nello Spazio’. (fonte ANSA news del 21.04.2009)




