Una Storia Straordinaria

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Vi riporto in esclusiva un’ intervista ed una storia straordinaria che coinvolge lo spiritismo, la scrittura automatica, i sogni, gli incubi, Gesù e il demonio. A raccontarcela è un nostro grande amico che conosciamo personalmente e con cui abbiamo condiviso parte della storia stessa. Prima di iniziare a leggere se non sapete cosa sia la scrittura automatica vi consigliamo di dare un’occhiata a quest’altro articolo.

In questa intervista ti chiamerò con uno pseudonimo perché hai chiesto l’anonimato, useremo un nome a caso Paulo. Raccontaci come hai iniziato a fare la scrittura automatica e cosa ti ha spinto a provarla.

Paulo: Avevo circa venti anni, stavo vivendo un terribile conflitto con me stesso, non sapevo che fare del mio futuro e della mia vita. Quello che studiavo non mi piaceva e come tutti i ragazzi di quella età vivevo malissimo le delusioni sentimentali. Credevo in Dio, ma non nella Chiesa, anzi devo ammettere che ero proprio anticlericale, quando per strada passavano vicino a me preti o suore facevo gesti scaramantici molto popolari. Avevo fatto il Battesimo e la Comunione, ma poi avevo rifiutato categoricamente di fare la Cresima. Da sempre sono stato appassionato di misteri, soprattutto l’ufologia, adoravo i libri di Weiss ed ero incuriosito dallo spiritismo. Allora stavo leggendo un libro che parlava soprattutto di spiritismo, di sedute spiritiche e anche di scrittura automatica. La mia non era curiosità, cercavo risposte e pensavo che solo qualcuno dall’altra parte avrebbe potuto darmele. Presi un foglio poggiai la penna e aspettai….niente. Riprovai per una mezz’ora il giorno dopo, ma senza risultati. Il terzo giorno sconfortato accadde l’ inaspettato. All’improvviso la penna si mosse e fece un frego di circa un centimetro, devo ammettere che mi spaventai. Poi di nuovo si mosse e cominciò a fare dei cerchi, era come se qualcuno tenesse la punta della penna e la spostasse.

Admin: Quali furono i primi messaggi?

Paulo: La scrittura era tremula e lenta vedevo comparire qualcosa, le prime frasi furono:”ciao a te e alla tua famiglia…..e a te e alla tua famiglia”, poi qualcosa tipo “ ti voglio bene”. Man mano che scrivevo la calligrafia diventava più lineare e veloce fino al punto da diventare rapidissima, ma quasi incomprensibile. Su una riga di foglio A4 stavano un paio di parole, io le capivo perché nella mente sentivo quello che stravo scrivendo. Pazzesco!!! Avevo una paura tremenda….

Admin: chi era l’entità con cui dialogavi? L’avrai chiesto no?

Paulo: Si, fu una delle prime mie cose che gli domandai, ma come tutte le domande che avrei fatto in futuro anche questa cadde nel nulla. Non rispondeva, diceva di non preoccuparmi e che non voleva rispondere a certe domande.

Admin: di cosa parlavate? Avrai avuto tanta curiosità?

Paulo: La scrittura è andata avanti per qualche settimana, quindi un bel pò. Capitava che mi descriveva i caratteri delle persone che mi stavano incontro, oppure mi metteva in guardia da false amicizie. Una volta mi disse esplicitamente che una tale mia amica era una “stronza e una falsa”, in effetti aveva ragione. Ma era una delle poche volte che diceva qualcosa di esatto, io lo mettevo alla prova chiedendogli cose del mio futuro lui rispondeva, ma non indovinava mai! Un giorno stufo gli chiesi perché mi diceva tante bugie e lui mi disse che non poteva dirmi il mio futuro perché altrimenti sarei stato influenzato nelle scelte.

Admin: E dell’aldilà ti disse niente?

Paulo: Esplicitamente no, una volta mi disse di non cercarlo spesso, chiesi il perché e lui disse: “perché ci dividono”, “chi?”, “non posso dirtelo”, “allora dimmi perché?”, “perché non vogliono”.

Un’altra volta mi disse che c’era vicino al lui un defunto che voleva parlare con me disse che era un amico di mio padre. Cominciai nuovamente a scrivere lentamente e in modo tremulo come all’inizio, disse qualche frase di saluto e basta. Poi tornò la solita entità.

Admin: Mi pare di capire che non hai avuto molte risposte alle tue domande.

Paulo: No nessuna, se chiedevo dell’aldilà non rispondeva, se chiedevo del mio futuro non indovinava mai, oramai sono passati dodici anni e i dialoghi gli ho dimenticati, comunque non è che ci fosse molto di interessante.

Admin: E poi come è finita e perché hai smesso?

Paulo: Ogni giorno che passava sentivo crescere una profonda inquietudine, un senso di malessere generale e una sorta di dipendenza, non potevo fare a meno di non entrare in contatto con lui almeno due tre volte al giorno. La questione stava diventando un macigno che mi schiacciava, non avevo alcun beneficio, solo ansia.

Fu così che mi misi a cercare qualcuno che ci capisse qualcosa e che avesse più esperienza di me in questo campo. Girando molto alla fine trovai un convento di frati e mi fecero incontrare con un frate molto anziano, gli raccontai tutto, mi disse che la cosa era seria e che sarei dovuto tornare la sera, mi avrebbe lasciato la porta del convento socchiusa.

Immaginate voi inverno, notte, da solo che entro in un convento antico, buio e vuoto. Ero terrorizzato!!! Andai nella stanzetta dove mi aspettava il frate a tastoni cercando di ricordare il percorso, alla fine trovai il fraticello che mi aspettava. Non ricordo la maggior parte delle cose dette con l’entità, ma quelle che mi disse il frate me le ricorderò per tutta la vita.

“Gesù ti fa scrivere usando il cuore, il maligno usando la mano, tu stai dialogando con il diavolo”

Ero assolutamente sconvolto, il frate mi confessò e  fece una preghiera di esorcizzazione, dopo mi disse che il giorno dopo sarei dovuto andare a Messa e prendere la comunione e ovviamente avrei dovuto riavvicinarmi alla Chiesa. Concluse poi con un’altra frase che non mi fece dormire per circa una settimana: “Adesso Gesù entrerà nel tuo cuore ed uscirà il diavolo, questo potrà andare via in due modi o senza che accada nulla o facendoti fare una serie di brutti incubi, ma non aver paura sarà segno che sta andando via.

Gesù non entrò nel mio cuore e non ebbi incubi, ma per una settimana per dormire presi tranquillanti in abbondanza.

Passarono circa sette anni, dove rimasi quello che ero anticlericale e lontano dalla Chiesa e da Gesù.

La scrittura automatica divenne solo un brutto ricordo, poi una sera uno strano sogno….un frate viene a prendermi a casa e mi porta sul tetto di un palazzo dove c’è tantissima gente, improvvisamente cominciano a suonare tutte le campane della città la gente si inginocchia e cominciano a pregare, anche io faccio lo stesso.

La sera dopo un altro. Sono davanti ad una Chiesa tutta bianca esce un prete e mi dice:”tu devi diventare cattolico”, io mi metto a ridere e lo mando a quel paese con un bel vaffa…lui serio mi guarda e risponde:”allora non posso darti la Benedizione” e io dico ”e che me ne frega!!!”

La vita cambia in un istante, il giorno dopo tramite un conoscente incontro dei ragazzi, mi invitano ad uscire e a star con loro, scopro che sono tutti cattolici, ma non sono di quei gruppi con le chitarre che cantano “I Love Gesù”, moralisti e noiosi, sono diversi non mi mettono in soggezione, si divertono si prendono in giro, gli scappano parolacce e quando scappa a me una bestemmia pare che nessuno se ne accorga e in effetti nessuno ci fece caso….insomma per dirla in breve mi sono innamorato, Gesù è entrato nel mio cuore e sono stato come travolto da un treno in corsa, qualcosa di incredibile, ma forse è meglio dire indescrivibile, le prime notti stavo sveglio solo in camera mia a fissare il Crocifisso e dicevo:”Chi sei? Chi sei Tu? Chi sei Tu che mi fa stare sveglio a guardarti?”

Fu allora che cominciò una cosa che era rimasta sepolta sette anni….gli incubi…..cominciai a fare degli incubi tremendi, e il soggetto era sempre lo stesso, il demonio. Dalla paura mi addormentavo con il Rosario in mano. In quei giorni mi tornarono alla mente le ultime parole che mi disse il frate:  “Adesso Gesù entrerà nel tuo cuore ed uscirà il diavolo, questo potrà andare via in due modi o senza che accada nulla o facendoti fare una serie di brutti incubi, ma non aver paura sarà segno che sta andando via.”

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